Non esiste un livello di inquinamento atmosferico privo di rischi per la salute. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ogni anno nel mondo 4,2 milioni di persone muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento atmosferico. L’Agenzia europea dell’ambiente ha stimato 417.000 decessi prematuri in Europa associati all’esposizione all’inquinamento atmosferico.
Nella sola Inghilterra, secondo una stima del 2018 di Public Health England, l’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico di origine antropica aveva un impatto annuale equivalente a un numero compreso tra 28.000 e 36.000 decessi.
Le attività di costruzione contribuiscono a questo problema più ampio. A Londra, si stima che il settore sia responsabile di:
-
7% delle emissioni di ossidi di azoto (NOx)
-
34% delle emissioni di particolato PM10
-
15% delle emissioni di particolato PM2,5
Molte di queste emissioni provengono da macchinari e generatori alimentati da combustibili fossili. L’esposizione a inquinanti come il biossido di azoto e il particolato è stata associata a patologie respiratorie, malattie cardiovascolari, riduzione della funzionalità polmonare e altri problemi di salute a lungo termine.
Ridurre le emissioni nei cantieri non è quindi soltanto una questione ambientale, ma anche una misura fondamentale per tutelare la salute dei lavoratori e delle comunità locali.