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Polveri nei cantieri

Questo articolo approfondisce come ridurre l’esposizione alle polveri possa contribuire a creare cantieri più sicuri e salubri, proteggendo i lavoratori da rischi per la salute a lungo termine che possono essere prevenuti.

Published:

04 ago 2023

Il pericolo invisibile delle polveri nei cantieri

Questo articolo mette in luce l’importante lavoro svolto nel settore delle costruzioni, i rischi che troppo spesso fanno parte della quotidianità di chi vi opera e l’impegno di MILWAUKEE® nel contribuire a definire nuovi standard di settore.

Le polveri sono responsabili di numerose patologie polmonari non correlate all’amianto, tra cui tumore ai polmoni, silicosi, asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Si stima che ogni anno in Gran Bretagna oltre 500 lavoratori edili muoiano per tumore ai polmoni causato dalla sola esposizione alla polvere di silice.

Perché le polveri sono così diffuse nei cantieri?

Le polveri si generano durante molte delle normali attività di cantiere, motivo per cui l’esposizione rimane un problema diffuso in tutto il settore. Le polveri inalabili sono particelle sospese nell’aria che possono essere respirate attraverso il naso o la bocca. Le polveri respirabili, invece, sono costituite da particelle molto più piccole, in grado di penetrare in profondità nei polmoni, dove possono aumentare il rischio di sviluppare alcune gravi patologie polmonari. Sia le polveri inalabili sia quelle respirabili possono rappresentare un pericolo per la salute, a seconda della loro composizione, del livello di esposizione e della sua durata.

Nonostante i rischi, il livello di consapevolezza rimane relativamente basso. Secondo un’indagine del CITB (Construction Industry Training Board) sulle polveri nei cantieri, oltre la metà dei professionisti britannici della salute e sicurezza sul lavoro (56,6%) ritiene che i lavoratori edili abbiano una conoscenza scarsa o nulla dei rischi per la salute associati alle polveri di cantiere.

I rischi nascosti delle polveri nei cantieri

Le polveri di cantiere rappresentano un rischio serio, ma spesso sottovalutato. L’esposizione è associata a diverse patologie respiratorie e condizioni di salute che possono manifestarsi nel lungo periodo.

In tutta Europa, l’esposizione professionale a polveri, fumi, gas e sostanze aerodisperse continua a rappresentare un problema significativo per la salute dei lavoratori. Questi agenti nocivi presenti nell’aria sono associati a diverse patologie respiratorie gravi, tra cui asma professionale, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e alcuni tipi di tumore. Nonostante ciò, nel settore permangono lacune nella consapevolezza dei rischi. Nel Regno Unito, l’impatto è ancora rilevante: ogni anno si registrano migliaia di decessi per malattie polmonari riconducibili a esposizioni professionali avvenute in passato.

In alcuni casi, i sintomi possono impiegare decenni a manifestarsi. Per questo, la prevenzione e la sensibilizzazione fin dalle prime fasi sono fondamentali.

Tipologie di polveri nei cantieri

Una delle tipologie più pericolose di polveri presenti nei cantieri è la silice cristallina respirabile (RCS), spesso chiamata semplicemente polvere di silice. Si sprigiona durante la lavorazione di materiali come calcestruzzo, mattoni, malta e arenaria. Le sue particelle microscopiche possono penetrare in profondità nei polmoni e causare gravi patologie a lungo termine, tra cui silicosi, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e tumore ai polmoni.

I lavoratori possono essere esposti anche alle polveri di legno, generate durante la lavorazione di materiali come legno massello, MDF e compensato. L’esposizione regolare può compromettere la salute respiratoria, mentre le polveri di legno duro sono state associate anche ad alcuni tipi di tumore.

Rispetto alla lavorazione di arenaria e calcestruzzo, materiali come cartongesso, calcare e marmo generano polveri generalmente meno tossiche. Sebbene queste contengano quantità ridotte o nulle di silice, possono comunque irritare le vie respiratorie e compromettere la salute polmonare nel tempo.

Come ridurre i rischi legati alle polveri nei cantieri

In tutta Europa, le indicazioni per la gestione dell’esposizione alle polveri sono sostanzialmente coerenti e attribuiscono ai datori di lavoro la responsabilità di gestire e ridurre i rischi. Sebbene alcuni Paesi abbiano introdotto ulteriori misure legislative e attività di ricerca, l’approccio generale rimane simile e punta a proteggere i lavoratori dall’esposizione alle polveri nocive.

Nel Regno Unito, il regolamento Control of Substances Hazardous to Health (COSHH), relativo al controllo delle sostanze pericolose per la salute, impone ai datori di lavoro di adottare misure per proteggere i lavoratori dalle polveri di cantiere e da altre sostanze pericolose. A tal fine, prevede un approccio basato su tre fasi: valutare, controllare e riesaminare. Ciò significa individuare i rischi legati alle polveri, eliminarne o limitarne la produzione ove possibile e verificare regolarmente l’efficacia delle misure di controllo adottate.

Anche i progettisti hanno le proprie responsabilità. In base al regolamento britannico Construction (Design and Management) Regulations 2015 (CDM), durante le fasi di pianificazione e progettazione devono valutare, ove possibile, come eliminare o controllare i rischi prevedibili derivanti dalle attività che generano polveri.

La Germania ha introdotto diverse iniziative per ridurre le emissioni di polveri generate dall’utilizzo di macchine e attrezzature. In Francia, l’INRS, l’Istituto nazionale di ricerca e sicurezza per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, ha esaminato metodi di prova alternativi per misurare le emissioni di polveri degli elettroutensili portatili. L’approccio proposto mirava a classificare gli utensili in base alle emissioni di polveri durante lo svolgimento di attività comparabili, aiutando utilizzatori e datori di lavoro a scegliere le attrezzature in modo più consapevole.

Il ruolo della tecnologia

Nei cantieri, la responsabilità di individuare, gestire e ridurre i rischi legati alle polveri ricade principalmente sui datori di lavoro e sui progettisti. Per supportare queste attività, l’European Power Tool Association (EPTA) ha introdotto standard di prova per valutare le emissioni di polveri generate dagli elettroutensili.

Allo stesso tempo, la crescente consapevolezza dei rischi per la salute associati alla polvere di silice sta stimolando l’innovazione in tutto il settore. I produttori sviluppano sempre più soluzioni avanzate per il controllo delle polveri, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione alle particelle nocive sospese nell’aria, migliorare la sicurezza dei lavoratori e rispondere a requisiti di settore in continua evoluzione.

Un caso di studio condotto con Willmott Dixon e MILWAUKEE® Tool ha rilevato che i sistemi di aspirazione delle polveri collegati direttamente all’utensile hanno ridotto l’esposizione alle polveri di legno e di silice fino a raggiungere livelli rispettivamente inferiori del 10% e del 20% rispetto ai limiti stabiliti dall’HSE, l’ente britannico per la salute e la sicurezza sul lavoro. I risultati hanno indicato che, per alcune applicazioni, determinati utensili potevano essere utilizzati senza dispositivi di protezione delle vie respiratorie (RPE).

Questi risultati dimostrano il potenziale delle moderne tecnologie di controllo delle polveri nel migliorare la sicurezza dei lavoratori.

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